1929-1946-2012…

14 05 2012

A febbraio il nostro debito era 1929 miliardi di euro, oggi è arrivato a 1946 miliardi. 1929: la grande crisi. 1946: i baby boomer. Non c’è nesso, d’accordo, solo coincidenza casulae. Buffo. Magari possiamo rileggerci Uomini e topi di Steinbeck o a rivedere il film, più che per la storia, per l’ambiente…

Altra notizietta: le entrate sono in calo… Beh? c’è da stupirsi? Solo la benzina è aumentata del 20% con riflessi su pomodori e banane, manca il lavoro e gli stipendi sono miseri. Ho avuto modo di parlare con ben tre notai nelle ultime settimane. Uno è un amico, uno un conoscente e l’altro l’ho visto per lavoro. Certo non è un campione significativo e i notai sono l’ultima categoria per cui sento compassione…. Comunque il primo mi ha detto, papale papale, che ha dimezzato gli atti, il secondo ha messo i 15 dipendenti a metà orario e relativo stipendio e il terzo “scherzava” sul fatto che mentre un po’ di tempo fa aveva bisogno di un ufficio che disponesse di tre “stipule” (3 camere per stipula) oggi una è anche troppo… Non mi pare probabile che le entrate dello stato aumentino.

La grecia è bollita. Ora dovranno tornare a votare, anche se lo hanno appena fatto, per stabilire chi li farà affondare definitivamente e in Nord Reno-Westfalia i tedeschi mandano messaggi alla cancelliera.

Secondo Napolitano questo è un anno “brutto”. No caro presidente, sono 4 anni, non uno. Sono quattro anni che i danni degli speculatori finanziari hanno iniziato ad avere effetti devastanti nei confronti dei quali nemmeno il presidente Obama ha preso veri provvedimenti. E oggi Mr. Vegas (Consob) afferma che, se le speculazioni e i nuovi strumenti finanziari fossero riconosciuti come male (!!!), la politica dovrebbe bloccarle. Si, aspettiamo ancora un po’…

E’ in corso (?) una buffa revisione di spesa che potrebbe avere come conseguenza una ulteriore contrazione, giacchè di tagliare le spese improduttive come politici e partiti non parla più nessuno. Si parla anche di sbloccare i 20 miliardi che potrebbero liberarsi con l’allentamento del famoso patto di stabilità. Se ne parla…

Inutile, manca proprio la fiducia. Ma da chi aspettiamo che arrivi? Credo che sarebbe opportuno cominciare a immaginare di darcela da soli, investendo qualcosa per creare movimento, lavoro, opportunità. Dall’alto sembra non arrivare proprio nulla.

Del resto i versi di un canto degli anni ’30 recitavano: <The morning will come, When the world is mine, Tomorrow belongs to me, Tomorrow belongs to me>. La cantava un giovane nazista nel film Cabaret, ma era comunque bellissima.





Investimenti?

11 05 2012

Angela Merkel sostiene che lavorare sullo sviluppo aumentando il debito riporterebbe tutti a fondo.

Angela dimentica forse l’onerosa elargizione alla Germania in occasione della riunificazione. Pazienza.

Il nostro Super Mario invece propone di mantere gli investimenti infrastrutturali al di fuori del fiscal compact. Cosa vuol dire? Spendere per colmare il divario sulla banda larga e sulle infrastrutture fisiche aumenta il debito, ma aumenta anche, almeno di altrettanto, il PIL. Senza contare tutto l’indotto. Se anche il saldo fosse zero, e io credo che sarebbe decisamente positivo, sarebbe auspicabile sia per la movimentazione dell’economia sia per la speranza che potrebbe generare.

E’ di speranza che abbiamo bisogno per tornare a costrire.

Solo chi pensa che il futuro possa risservagli qualche soddisfazione si impegna costruttivamente. Viceversa un sordo torpore adormenta l’economia (recessione): pensaci Angelona.

Lanciamo pensieri positivi per il successo del nostro, sia pur temporaneo, super premier.





dopo il 1° maggio

2 05 2012

Quanto dura la pazienza?

Quanto si può rimanere vivi senza speranza?

In qualunque tipo di economia per crescere occorre investire in progetti, attrezzature, risorse, prodotti. Per investire occorre denaro. Mi posso indebitare (posto che trovi chi è disposto a finaziarmi) e poi calcolare nel mio budget il costo degli interessi. Che c’è di male? Guadagna chi mi ha dato credito(interessi), guadagno io se ho impostato bene il progetto (utile), guadagnano quelli che lavorano per o con me… Che c’è di male?

Ma per investire occorre sperare. Pensare che ci sia spazio per crescere e per migliorare. Pensare che sia sia spazio…

Non basta, per investire è necessario potersi indebitare, ma il vincolo che lo stato si è assunto, relativamente al pareggio di bilancio, lo impedisce. Dobbiamo tenere i conti in ordine. Fino ad oggi abbiamo speso troppo. Non si possono allentare i cordoni della borsa, occorre rigore…

L’impressione è che ci sia infilati in un profondo e scuro vicolo cieco a bordo di un carretto sgangherato le cui redini sono saldamente impugnate da chi governa i flussi finaziari a livello globale. La politica si è ben guardata da interferire con i manovratori, occupata a salvaguardare la propria condizione (stipendi e benefit parlamentari, “rimborsi” elettorali e carta igienica per  la Camera dei Deputati fino al 2030…).

Fino ad oggi pensavo che Mario Monti fosse il meglio che si poteva sperare e, in fondo, lo penso ancora. Ma ora mi pare fermo, immobilizzato e impotente.Ha in mano il timone, ma la barca naviga (?) in un mare di fango spesso e appiccicoso e invece che il vento in poppa ci sono fior di rematori che remano contro…

Ci volevano sei mesi per varare (varare?) la spending review? Non bastavano sei giorni per nominare 3 tecnici (che devono ancora cominciare a capire cosa fare) e poi perchè altri tecnici? Non ci sono i ministri? Già i ministri. Qualcuno ha visto o sentito qualcuno oltre a Fornero e Passera? E gli altri che fanno? Per fare niente avevamo già un considerevole numero di candidati.

Basta piagnistei.

Quello che ci vuole è una buona dose di ottimismo alimentata da una forte volontà di mettere in atto misure efficaci che promuovano lo sviluppo. Mi rendo condo che fare proposte è come esporsi al ridicolo, ma non riesco a non farlo. Ci provo:

- detassazione del costo del lavoro per i nuovi assunti,

- incentivi robusti per le imprese che investono in ricerca e innovazione,

- detassazione quinquennale per le aziende straniere che investono in Italia e creano posti di lavoro,

- liberazione dei comuni virtuosi dal vincolo esecrando del patto di stabilità,

- pagamento dei crediti dalle imprese per le prestazioni effettuate per conto dello Stato (buoni del tesoro o compensazioni)

- patto fiscale con il governo elvetico per recuperare la fiscalità dei capitali depositati in Svizzera e utilizzo degli stessi per finanziare la ricerca tecnologica e scientifica nelle università,

- premi e incentivi significativi per i ricercatori che producano innovazione utile allo sviluppo,

- istituzione di tribunali speciali (per velocità di sentenze) per tutte le controversie aziendali,

- deducibilità fiscale di tutte le spese documentate in percentuali da definire, ma fino al 100%

- obbligo di tutti i pagamenti con moneta elettronica e tracciabile (compreso il caffè al bar),

- obbligo per le banche di impiegare i capitali per finanziare attività economiche in misura almeno 8/10 volte superiore all’attuale

- dimezzamento immediato dei parlamentari e vincolo di non rieleggibilità dopo due mandati con relativo obbligo di reimpiego del risparmio in progetti di efficienza e formazione,

- dimezzamento degli stipendi dei funzionari regionali ( e di tutti gli enti perifierici) e obbligo per le regioni di reinvestire il risparmio in incentivi alle imprese,

- obbligo per le aziende pubbliche o partecipate di non superare il rapporto 1/10 per gli stipendi dei dipendenti/dirigenti e obbligo di reinvestimento dei risparmi in innovazione tecnologica e miglioramento dei servizi,

- tassazione (fortemente disincentivante) delle transazioni finanziarie non legate a produzione di valore (lavoro)

- incentivi per la riconversione delle aziende improduttive in fabbriche dedicate alle nuove energie verdi

- incentivi per le imprese che preservano e sviluppano le eccellenze artigiane del nostro territorio,

- quanto si potrebbe proseguire?

Quanto costa un piano come questo? Credo non sarebbe impossibile stimarlo e certo non poco. Ma quanto costa continuare in un vicolo cieco? E quanto potrebbe vale un simile piano per la speranza e le prospettive degli italiani? Quanti punti di PIL?

Possiamo presidiare ancora a lungo la frontiera del rigore?





mela 4 (apple computer)

14 06 2009

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peccato, conoscenza, speranza e anarchia

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